Pensieri
22 novembre 2009
In questo momento mi trovo nel soggiorno di casa mia, immerso nel caldo prodotto dai caloriferi che mia nonna tiene costantemente a pieno regime... fa davvero caldo, sono in maglietta a mezze maniche... santo cielo, ma quanto sprechiamo? Non dovrebbe esserci la crisi? Crisi, questa sconosciuta... Io sinceramente non la sento questa crisi, forse perchè non porto a casa praticamente nulla e non posso sentire direttamente sul mio portafoglio il peso di tutto quello che se ne va in cosa serie e un po' meno serie. Eppure spreco anche io, mi vengono in mente un sacco di esempi: caffè ogni giorno anche quando non ne ho bisogno, un rito insomma, il bus che prendo quando non ho voglia di fare venti minuti a piedi... e sì che camminare mi piace, preferisco fare quattro passi all'andare in auto o solo in bici, ti prendi più tempo per pensare senza preoccuparti di mantenere in asse la ruota o dritto il volante. Ma quando non ho voglia di farlo spendo volentieri un euro per il biglietto. Mezz'ora di doccia ogni sera dopo gli allenamenti... tante, troppe schifezze che mangio, viaggi in auto fatti per nulla, e benzina che se ne va nell'aere sotto forma di gas tossici. Leggevo l'altro giorno dell'ennesima conferenza pro-ambiente, quella di Copenaghen, e della contrarietà di Obama ad un'abbozzo di risoluzione del problema a breve termine... se ne parlerà nel 2011, nel 2013... obbiettivi: ridurre le emissioni di gas serra del 50% entro il 2050, del 30% entro il 2030, bla bla bla... ogni anno si rimandano le decisioni a due o tre anni avanti, si prospettano risoluzioni a lunghissimo termine e sempre di un valore lontano dal 100%... perchè così a lungo termine? Sembra quasi che i nostri attuali governanti non vogliano risolvere il problema nell'arco di tempo della loro esistenza, scaricando tutto ai posteri e rinunciando così ad intaccare il proprio portafogli... con che diritto crediamo che quelli che verranno dopo di noi siano disposti a rinunciare ai guadagni a cui noi non abbiamo saputo dire di no? Con che arroganza chiediamo ai paesi emergenti di rinunciare a bruciare il loro petrolio o carbone o gas per raggiungere una condizione migliore quando noi stessi veniamo da anni, decenni e secoli, in alcuni casi, di sfruttamento selvaggio delle risorse e di inquinamento massivo in nome del progresso economico... ah, l'industrializzazione! Prima ci arriviamo noi, poi ci accorgiamo che abbiamo esagerato un po' e, anzichè aiutare noi e gli altri paesi meno progrediti ad investire sulle risorse rinnovabili, chiediamo di ridurre le emissioni con la conseguenza di ridurre anche il progresso. L'uomo europeo ha sempre avuto come caratteristica distintiva l'arroganza e la presunzione di essere migliore: prima fa i porci comodi suoi, poi, una volta che la situazione diventa seria, chiede che si rinunci alle cose tutti insieme allegramente... non è così che si fa, se il mio amico indiano, che è arrivato alla porta del progresso dopo di me, vuole oltrepassarne la soglia come posso chiedergli di non farlo a causa di quello che ho combinato io negli ultimi 200 anni? La via giusta è puntare sul rinnovabile, tutti quanti sì, ma a partire da noi europei. E basta con questi incontri-pagliacciata in cui si decide tutto e non si conclude nulla: mi sembra di rivedere me stesso quando pianifico la mia tabella di studio per preparare un esame, e la cosa è abbastanza deprimente. Prendiamo in mano seriamente la situazione proponendo obiettivi concreti senza percentuali e termini: cambiamo la fonte energetica passo dopo passo, è l'unico modo realmente concreto per raggiungere qualche risultato.
Grazie...
02 ottobre 2009
Grazie a tutti i bambini e ragazzi che mi hanno sostenuto stasera ad ogni giro durante il mio allenamento in solitaria. L'allenamento non l'ho finito completamente, dieci volte i mille per questa settimana sono ancora troppi, ma apprezzo tantissimo gesti come quello di stasera da parte di molti che forse un giorno faranno le stesse cose che faccio ora io. Grazie, grazie e grazie ancora: la passione ti spinge fino in fondo nelle cose, ma il sostegno delle persone ti dà quella marcia in più che non credevi di riuscire ad ingranare.
Corsa americana a Sumirago
26 settembre 2009
E' terminata con una bella vittoria la mia ricomparsa sui terreni di gara dopo un problema intestinale che mi ha fermato per oltre due settimane... bella vittoria si, perchè sudata fino in fondo, ma bella perché ottenuta in una bella gara, alla prima edizione, organizzata come esperimento dai Runners Valbossa... ripetute da 200 metri a eliminazione dell'ultimo arrivato da ripetersi fino a che la gara avesse trovato un vincitore. Formula di gara affascinante, vista così raramente nelle nostre zone, che unisce a una gara in compagnia correlata del giusto sforzo agonistico un buon allenamento, ideale per chi pratica le distanze intermedie come i 3000 o i 1500, le mie gare preferite... toh che caso, guardando la tabellina d'allenamento ho trovato sotto sabato 26 un bel lavoro, 10 volte i 200... perfetto, tiro su la macchina e volentieri copro i molti km che separano Sumirago da casa mia. All'arrivo, dopo una veloce chiacchierata con Basoli, Zarantonello e PlayBeppe, si parte per la più bella sfida "mors tua vita mea" che per ora mi sia capitato di fare... uno dopo l'altro i concorrenti si sgranano, ne rimangono pochi e tra di noi ci facciamo i complimenti quando ancora manca qualche ripetuta: già essere arrivati fin li è stata un'impresa, le mie gambe giravano bene ma il fiatone lo avevo anche io... rimaniamo io e Stefano Ruzza, dell'Atletica San Marco di Busto Arsizio, partenza dell'ultimo 200 e gioia all'arrivo... per entrambi, per tutti, per quello che è stato un esperimento e che, secondo me, merita di essere riproposto il prossimo anno come gara a tutti gli effetti. Ma dipende da cosa i soci della Valbossa decidano di fare! Per ora la prima edizione è stata fantastica, aspettiamo con trepidazione la seconda! Ciao a tutti!

[Foto by Playbeppe]
Mike Bongiorno: una piccola riflessione
13 settembre 2009
E' morto Mike Bongiorno. E' morto un frammento della storia del nostro Paese, se n'è andata una parte ancora più importante della nostra televisione. Giusto che gli vengano tributati i funerali di Stato? Più che giusto, a parere mio. Fin qui, nulla di che, Mike Bongiorno è stato un grande interprete dei nostri tempi e come tale va omaggiato. Ma poi arriva il resto, quello che non capisco. Funerali in duomo, pienone di gente, tutti che lo piangono, tutti che "E' morto Mike Bongiorno... d'ora in avanti la televisione non sarà più la stessa" e altre cazzate del genere... ma come? Mica fino a poco tempo fa Mike faceva meglio a ritirarsi perchè ormai a 85 anni il cervello non funzionava più tanto bene? Mica aveva rotto le scatole a tutti perchè spesso e volentieri sbagliava qualcosa o non capiva qualcos'altro? Insomma, fino a pochi giorni fa era un vecchio rimbambito che per qualche oscura ragione faceva ancora televisione... e "meno male che Silvio gli aveva interrotto il contratto, perchè un po' di ricambio ci voleva"... Ora, dopo la sua scomparsa, "Mike santo subito!" e tutti in piazza a registrare la cerimonia con i videofonini più per poter dire "Io c'ero!" che per rendere davvero omaggio alla Persona. Sono sicuro che un buon 90% della gente che stava in piazza ieri avrà pensato almeno qualche volta, nei giorni in cui Mike era vivente, che quel vecchietto alla televisione avesse già dato tutto ciò che si poteva dare e che le sue gaffes, i suoi fraintendimenti e i suoi errori fossero il segno di una demenza incalzante indicatrice del fatto che avesse finito il suo periodo da brillante presentatore. Beata pietà popolare, retaggio di una cultura bigotta che ancora fatica ad esaurirsi! Tralascio i commenti sugli ospiti d'onore perchè non credo ne valga la pena... quello che mi ha davvero sconcertato, ma che sempre accade in queste occasioni, è il comune sentimento di affetto che sorge improvvisamente dopo che qualcuno di importante se n'è andato, mentre fino a qualche giorno prima tutti parlavano male di lui.
Viaggiare
07 settembre 2009
Non sono un giramondo per diversi motivi, ma se potessi fare un viaggio dove andrei? Ci ho pensato molte volte... ho qualche meta ideale e di tanto in tanto ci "vado" con l'immaginazione, nella speranza un giorno di andarci per davvero. Sono tutti posti molto lontani perchè mi ha sempre attirato tutto quello che è lontano, sia nel tempo che nello spazio... sin da bambino, e ancora adesso, tutto quello che so su paesi extraeuropei l'ho essenzialmente letto su enciclopedie, libri o su internet: la mia fantasia si è recata in quei posti anche senza che il corpo lo abbia fatto. Il Giappone è uno dei posti che mi hanno sempre affascinato per quello che ho letto a riguardo, per la sua storia improvvisamente cambiata nella seconda metà dell'800 con la riapertura al mondo dopo un isolamento bicentenario... vorrei tanto visitare sia le grandi città che i piccoli villaggi (ammesso che ancora esistano) in mezzo alle montagne, vorrei respirare quel che ancora resta del vecchio Giappone così come me lo immagino in questo momento, quel Giappone che è uscito dal medioevo molto tempo dopo di noi. Un'altro posto che vorrei visitare sono le isole Fiji: non so perchè, forse è da quando sono bambino che quel nome mi ispira, forse considero l'Australia ancora troppo vicina... spero di andarci prima che il clima faccia innalzare il livello dell'oceano e le isole scompaiano per vedere l'alba e il tramonto sull'oceano Pacifico il cui nome tanto stona con la nostra vita indiavolata. Anche l'Australia mi attira, sarà stata colpa di Bianca e Bernie e di altri cartoni animati, sarà perchè ho molti parenti dalle parti di Perth che un anno si e uno no ci vengono a trovare... mi attira quella grande isola in cui a Natale ci sono 30 gradi sopra lo zero, in cui convivono deserti, acqua e foresta. Mi piacerebbe tanto incontrare un gruppo di aborigeni e vivere con loro un paio di giorni... La Cambogia, il Vietnam, il Laos invece mi ispirano un senso di mistero... ho "conosciuto" questi Paesi tramite le immagini stampate su alcune banconote della mia raccolta... la medesima sensazione di mistero me la dà l'isola di Pasqua. Africa? Beh, anche il continente nero mi attira parecchio, ma in modo diverso: mi piacerebbe andarci un giorno non come turista ma per prestare cure gratuite alla popolazione locale. Un modo per sentirmi realizzato come medico inteso come colui che aiuta il malato e non come colui che si fa le palle d'oro... senza esagerare ci vuole anche quello, perchè la responsabilità di un medico non è certo quella di un operaio o di un impiegato, ma che sia qui, a casa mia dove, tra una lamentela e l'altra per la crisi galoppante, abbiamo sempre il nostro piatto di pasta a pranzo e la minestra a cena (nei casi in cui si rasenta la povertà... altrimenti aggiungiamoci pure carne, verdure, frutta ecc.). Speriamo di avere tempo (e voglia) un giorno di partire... a presto!
Riflessione sull'affaire Chatbi
26 agosto 2009
Terminati i Campionati Mondiali di Atletica Leggera, a Berlino, mi piacerebbe riflettere un po' sulla questione doping che ha affondato un atleta di mia conoscenza, bravissimo ragazzo e compagno di diverse gare su quella che è la nostra disciplina, i 3000 metri con siepi. Jamel Chatbi, in gara con la nazionale marocchina, ha dovuto infatti rinunciare alla finale dell'evento, in programma il 18 agosto, perchè risultato positivo al clenbuterolo, un ormone stimolante. Dunque... innanzitutto perchè proprio Jamel? Perchè tra tutti i duemila atleti e atlete proprio lui, il ragazzo bergamasco partito dal nulla che tanto aveva incantato noi lombardi con le sue prestazioni, doveva tradirci? Che pena, che dolore una volta acceso il televisore apprendere della notizia. A me, tra tutte le gare in programma, interessava solo la finale dei 3000 siepi, e non perchè sia la mia gara, ma perchè c'era in gara lui, il vincitore della mia prima apparizione con gli ostacoloni e la fossa... un modo per sentirmi anche io in competizione sull'anello blu dei mondiali 2009, un modo per essere vicino a una persona che ha saputo passare dallo stato di operaio a 8 ore in fabbrica tutti i giorni a quello di uno dei più forti atleti del pianeta. A quanto pare non era vero niente. Che tristezza. Nonostante tutto, un po', in fondo, la meccanica del tutto è capibile: uno che nel giro di pochi anni è passato dalle stalle alle stelle, come si dice spesso, è facile preda di abbagli e facili promesse... non è il primo caso, nè sarà l'ultimo, di gente che scopre di avere qualche possibilità di farcela in un mondo difficile come quello della corsa di resistenza, difficile perchè keniani ed etiopi hanno ucciso ogni speranza di gloria per gli altri, e che si lascia andare alla disonestà più assurda. Inconcepibile che sia capitato proprio a Jamel, ma è così. Nessuna scusa per lui, come è giusto che sia: pena giusta, due, tre o quattro anni che siano, nessuna attenuante, ma prima di farci tutti giudici nei confronti di chi sbaglia proviamo anche solo a prendere in considerazione altre possibilità che non la sola e totale dolosità del gesto compiuto dall'atleta... a volte (spesso nel ciclismo... nell'atletica?) succede che siano gli allenatori, o lo staff, o gli sponsor (sopratutto gli sponsor) a spingere l'atleta a barare o addirittura a far prendere all'atleta integratori a base di ormoni, magari accompagnati da una bella dose di diuretici, senza che l'atleta ne sia veramente a conoscenza... che sia questo il caso di Jamel? Chi lo sa... solo lui lo sa. Ma noi, nel frattempo, dovremmo pensare prima di sputare sentenze a go-go. Caro Jamel, mi auguro che si faccia chiarezza in questo tuo piccolo scandalo, per il tuo bene e per il bene di questo sport: paga il giusto, dopodiché ci rivedremo di nuovo in pista senza che nulla sia cambiato rispetto a prima. Ciao!
Vaffanculo!
06 agosto 2009
Visto che non sono cose carine da dirsi e/o pensarsi, mi limito a sfruttare il blog per il mio sfogo. In questo preciso istante mi sento di lanciare tanti di quei "vaffanculo" che se fossero soldi diventerei ricchissimo... vaffanculo a tutti quelli che pensano prima a loro stessi che agli altri, a tutti quelli che se ne fregano di cosa l'altro pensi, a quelli che ti dicono una cosa e ne fanno sempre un'altra, a quelli che come tira il vento in poppa seguono la loro rotta (...e "che cazzo mi frega se tu pensavi diversamente..."), a tutti gli amici o presunti tali che appena gli fa comodo ti cercano, appena non hanno più bisogno sei uno come gli altri, forse anche meno. A me stesso, che non penso mai a me stesso, o quantomeno lo faccio poco spesso recentemente... ai SI, detti sempre e comunque a tutto e tutti: basta! All'università, che non riesco a prendere sul serio come vorrei. A tutti quelli che ti considerano come "quello bravo che studia troppo e si chiude in casa" senza sapere un cazzo della tua vita... a quelli che se non dicono qualche stronzata su di te, e sempre alle spalle, non sono contenti; a quelli che sono pronti a giurare su una cattiveria detta da un altro/a e al momento del confronto rinnegano tutto. Un vaffanculo grande così alla mia scemenza nel dar credito a queste ultime persone: MAI PIU', non ho nessun diritto a fare solo io figure di merda per cose di cui non ho colpa. Ai miei vicini di casa, rompicoglioni fino all'esasperazione solo perchè ho 20 anni e loro 80: facessi feste a casa mia con discoteca fino alle 4 di mattina... in realtà dà fastidio il fatto che rincaso dopo la una, peraltro senza fare il minimo rumore: andatevene tutti a fare in culo! A tutti quelli che non ti dicono le cose in faccia: vaffanculo! A quelli che in chiesa ti stringono la mano e guardano dalla parte opposta: che cazzo serve un gesto fatto così? Dovrei stringervi la mano e dirvi "Vaffanculo, voi e il vostro perbenismo di merda". Fanculo a quelli che mi dicono che non importa come gestisci la tua vita, ma "non andare a messa la domenica proprio no, è da disgraziati". Premesso che io vado sempre a messa la domenica, che senso ha questa frase? Bisogna andare a messa la domenica per far vedere cosa a chi? Alle anziane che sei un ragazzo giudizioso?!? CHE CAZZO ME NE FREGA DI QUELLE GALLINACCE! Tanto anche se facessi i miracoli oggi stesso mi additerebbero lo stesso come un poco di buono. Alle spalle. Invece in faccia sorrisi a non finire, e tanti "come sei bravo, bel giovanotto, invidiamo proprio un nipote così". Ma andatevene a cagare una buona volta. A quelli che non tengono alle tue abitudini e non gliene frega niente delle cose che a te piacciono e a cui tu tieni... ci può anche stare in fondo, anche per cose gravi, ma quando a queste persone fai una piccola scorrettezza, anche non apposta, casca il mondo intero e rischia di finire male: ma chi cazzo siete, gli imperatori del mondo? Io devo sempre passare sopra alle cose, gli altri possono rinfacciarmi anche che l'anno scorso in quel giorno alla tal ora ho detto una cosa che li ha fatti star male... poverini! A tutti gli amici che urlano con un amico o arrivano ad alzare le mani, a tutti quelli che si fingono amici per avere un aiuto in qualcosa (ripetizioni gratis, aiuti vari...) e poi ti scaricano senza pietà, di nuovo, come uno qualunque. Beh andatevene tutti di nuovo a farvelo picchiare in quel posto. Scusate ma direi che ci stava. Ciao.
Yeeee!
28 luglio 2009
Finito tutto! Ultimo esame dell'estate dato tranquillamente dopo una preparazione che, complice il caldo e il periodo, è stata molto molto sommaria... una settimana per leggere e cercare di studiare, mezza giornata per ripassare con l'aiuto dei compiti già fatti precedentemente da altri colleghi, 50 minuti per fare, tutto sommato, una buona prova... che vergogna arrivare conciati così alle porte di un esame, ma tutto sommato uno su 10 posso anche concedermelo... i prossimi mi impegnerò molto di più, anche perchè con la vita dei pazienti non si scherza mica! Terminata in qualche modo la stagione estiva in pista, mi aspetta un agosto denso di corse su strada, alcune impegnative (e me lo auguro, quindi avversari tutti vi aspetto in gara...) e altre più tranquille per riposare la mente ogni tanto, sempre così tesa alla ricerca del record personale, del minimo o della performance. Allenamenti intensi, anche ad agosto, solo un po' meno organizzati perchè sto frequentando due posti diversi, saronno e limbiate, prima di decidere definitivamente come organizzare la stagione autunnale in cui correrò una mezza maratona al massimo (Busto?) passando per un 3000 a metà agosto (Mendrisio) e un 10000 tirato dove, poche storie, punto a riscrivere il primato sociale. Penso di valerli questi 31' 39"... sarà la volta buona? Quest'anno mi sono avvicinato a due primati sociali, senza arrivare a riscriverli (3000 in 8'38, record a 8'32, e 5000 in 15'12, record a 14'56), ma non si sa mai che a settembre esca qualcosa di buono per questo mio ultimo anno nella squadra di Saronno... inoltre il record sulla mezza è datato 1996 e risponde al tempo di 1h09'15... basta, non parlo più! Buona continuazione a tutti!
Tiremm innanz...
07 luglio 2009
Dunque... estate... punto morto e sonnacchioso, statico e improduttivo. Caldo, troppo caldo per ragionare, studiare, lavorare... tra diverse soddisfazioni e qualche delusione mi sento di dire quella frase da anziani che fa: "Tiremm innanz". Mi sembra di essere sospeso nel nulla, a metà strada tra quello che è stato e quel che sarà, a metà di qualsiasi cosa, a un passo dalla conclusione e un passo davanti al punto in cui prima non c'era nulla. L'estate è così, un periodo in cui tutto si ferma, in cui tutto frena un po'... anche l'entusiasmo a volte, ma è così, insomma, nell'attesa della ripartenza che inevitabilmente seguirà.
Finalmente fisiologizzato...
20 giugno 2009
1 anno, 4 mesi e 10 giorni: questo è il tempo trascorso dall'inizio della prima lezione di fisiologia alla fine tanto desiderata del mio esame. Un parto, anzi due parti come arco temporale, uno a termine e uno prematuro... insomma, finalmente è andata: l'esame più difficile perchè il più tosto tra quelli che non parlano di malattie o altre cose interessanti è finalmente nel mio passato (e sul mio libretto per fortuna). Lo scritto è stato difficile nei primi 10 minuti, poi tra una risposta e un'altra tutto è andato via più facile... l'orale si è protratto più a lungo del previsto (ritardo di circa 5 ore...) impedendomi di passare il resto della giornata al lago come avevo intenzione di fare ma va bè, meglio esame che lago... la professoressa è stata paziente con me tutto sommato, niente domande carognose, niente sguardi di rimprovero, poco più di venti minuti di interrogazione. Mi sento leggero come una piuma!!!
Un sogno che si avvera!
13 giugno 2009
E finalmente tra i primi otto in Italia! Un risultato che, sulla mia gara più cara, i 3000 siepi, inseguivo dal lontano 2006, quando, proprio a Rieti e proprio in occasione della stessa manifestazione (nella categoria Juniores però) mancai il traguardo dell'ottava posizione per una caduta a tre giri dalla fine. Quanta rabbia a vedere due ragazzi superarmi e andare via verso il mio piccolo sogno mentre mi stavo rialzando, quanta rabbia a sapere dopo l'arrivo che la mia posizione era la decima. Senza caduta? Probabilmente sarei arrivato ottavo perchè ero convinto di potercela fare. Tra le sorprese e le conferme di quella gara ricordo il mio amico Jacopo Manetti secondo dopo una volata mozzafiato con il nuovo personale di 9.42 circa, e un certo Steve Bibalo quarto anche lui nel suo nuovo record, mentre un brillantissimo Fabio de Angeli chiudeva settimo in 9.48, nuovo record anche per lui. Io stesso, a conferma della "magia" che si dice accada in ogni manifestazione tenuta presso lo stadio Guidobaldi di Rieti, presentatomi con un personale di 9.56 stampai un 10 netto nonostante la brutta caduta. Di quella sera conservo ancora nel cuore l'aria frizzantina, la tribuna gremita di gente, l'atmosfera quasi olimpica delle grandi manifestazioni e tutta la mia gioia per una grande prima esperienza in una gara di livello nazionale con minimo di partecipazione. L'anno successivo, con il passaggio nella categoria Promesse (Under 23), il minimo di partecipazione venne abbassato di dieci secondi ma, con i miei miglioramenti, non mi preoccupava il fatto di farlo o meno, quanto il fatto di scendere il più possibile verso un tempo che mi permettesse di dire la mia anche in posizioni più alte dell'ottava: il gran tempo arrivò a Jesolo, un (allora) strabiliante, per me, 9.37, crono che in quell'occasione mi valse il terzo posto ai (poco partecipati, diciamolo) campionati nazionali universitari. Un bel coronamento a una gara fantastica corsa con il sapore del mare nei polmoni e l'emozione di gareggiare nella stessa città dove da piccolo passavo le estati in vacanza con i miei. Fino a ieri quella di Jesolo restava la medaglia più cara e più significativa di quelle da me vinte. Minimo realizzato, ampiamente sotto il limite stabilito dalla FIDAL (9.59): in parole povere me la sarei giocata ancora come l'anno precedente a Rieti. La sede, quell'anno, fu Bressanone: viaggio in treno in giornata, arrivo a mezzogiorno, gara alle sei di sera con un caldo massacrante che decimò diversi partecipanti. Io tenni fino alla fine, ma sui 200 metri finali venni superato da Jacopo Manetti, fulminante, impossibile tenerlo con un fisico provato dal caldo e dalla fatica di 2800 metri corsi senza testa e con poco acume tattico (in testa all'inizio, ultimo dopo 400 metri, in recupero nei successivi e via andare...). Chiusi in 9.52, in nona posizione. Amareggiato. Tra i partecipanti a quell'edizione, oltre a Manetti, erano presenti Bibalo, ritirato per la calura, Emanuele Acerbi, se non ricordo male ritirato anche lui, e Paolo Ciappa, quarto classificato. Paolo fu campione universitario a Jesolo. Non restò altro che provarci l'anno successivo: subito un 9.37, per pochi centesimi superiore al personale, corso a Pisa ai nazionali universitari chiusi in quinta posizione con un grande Matteo Olivi terzo classificato. Secondo me fu lui la rivelazione di quell'anno... dietro me a Rieti, non fece bene a Bressanone e a Pisa, con 9.30, mise una pesante ipoteca sul podio allungato dei campionati italiani di categoria. Così fu, e a Torino fu grandissimo quinto, dietro Steve Bibalo quarto in 9.26, all'apice di una forma spaventosa che gli permise di correre i 10000 in meno di 31' e i 5000 in meno di 15'. Quello fu il suo anno migliore, caratterizzato da una disperata (ma mai così vicina per lui) rincorsa alla possibilità di entrare in un club militare. Terzo, con una chiusura in grande stile della sua esperienza nelle categorie giovanili, Paolo Ciappa. Cosa mi resta nel cuore di quell'esperienza? La presenza del mio caro allenatore, Peppino, e il mio calcione ad una bottiglia poco dopo il traguardo che finì dritta dritta nella zona di rilevazione piena zeppa di apparecchiature delicatissime: quante me ne dissero i giudici di gara! Fui di nuovo nono, ancora fuori dai primi otto, per il terzo anno di fila. E non per sfortuna, ma per colpa mia e basta: un duello durato 800 metri con Ivan Giaquinto, settimo a quei campionati e ora in Irlanda in pianta stabile, da me sempre battuto (almeno nelle occasioni dopo la nostra conoscenza) fuorchè nell'occasione che contava e l'ottavo posto di Jacopo Manetti. Un'amicizia che alla base, dopo Torino, portava con se un pizzico di rivalità, almeno da parte mia nei suoi confronti: il riferimento da seguire, l'atleta con cui confrontare i miei risultati... quell'anno corse anche un gran 5000 in 15'14 e nella stessa occasione mi lasciò dietro di ben 17 secondi in un ugualmente buon tempo di 15'31. Sempre prima di me nelle campestri invernali lunghe, non ricordo occasione in cui riuscii a batterlo. Quell'anno arrivò a 9'30 mentre io, a causa di un infortunio che mi portavo dietro da Pisa, congelai le mie siepi a 9'37. Fu dell'inizio del 2008 la proposta fatta al mio allenatore di puntare ad un podio "vero" (1,2,3) per l'edizione del 2009, proposta presa subito sul serio da entrambi e caratterizzata dalla "tappa" torinese, da un allenamento di due settimane assieme al mio compagno di squadra Cloude in altura a Livigno e st. Moritz (ho qualche parente a Livigno e sono "valtellinese" per parte di madre), periodo che avrei ripetuto nell'aprile di quest'anno, da un inverno importante con diverse salite al sacro Monte, allenamenti a volte (non sempre) bi-giornalieri permessi da un orario universitario piuttosto blando e molti cross corti corsi ad un buon passo e chiusi con i regionali di Arcisate, campionati che mi regalarono un'altra grande soddisfazione, inferiore solo a quella di Jesolo del 2007. La preparazione sugli ostacoli invece faticava a prendere il volo: in gara non ho mai provato a saltare sistematicamente le riviere senza appoggiare il piede a causa di una paura derivata dal poco provarle in allenamento. Tutto l'inverno e la primavera provai ostacoli un giorno a settimana, ma dopo tre settimane iniziarono i problemi al collo del piede che mi impedirono di provare ostacoli fino a fine maggio e che bloccarono in più punti anche la mia preparazione sul piano. Per tutto aprile pensai sul serio di chiudere ancora prima della caccia al minimo il mio amore con le siepi per timore di non essere pronto per fare mia almeno una delle prime otto posizioni; poi mi dissi "Proviamo lo stesso il minimo, se non va non ci proverò più". Vennero i societari di maggio, tenuti a Saronno, la mia città: minimo fissato ancora a 9.59, partenza buona e bella gara, tutta con l'appoggio sull'ostacolo e volata finale in cui per la prima volta sui 3000 siepi battei Jacopo. Chiusi in un ottimo 9.31 e con una rinnovata fiducia nel mio piccolo sogno. Riccardo Passeri della pro Patria Milano, con 9.17 fatto nella stessa gara, saliva al primo posto nella graduatoria delle Promesse in Italia. Sarei partito ancora per Rieti, dove iniziò tre anni prima la mia rincorsa. Tra Saronno e Rieti arrivò anche il personale, abbassato di 20 secondi e fissato a 15'12, sui 5000 metri: l'occasione furono i campionati italiani universitari di Lignano Sabbiadoro, dove scelsi appunto la gara piana per non forzare troppo sulle siepi venti giorni prima degli italiani individuali. Vidi da lontano la gara dei 3000 siepi, con il secondo posto di Patrick Nasti, campione Juniores nel 2008 a Torino e maglia azzurra a Rabat nella stessa categoria, e il terzo di Riccardo Passeri, entrambi miglioratisi da 9'17 a 9'10. Con Alessandro Spini a 9'14 il podio di Rieti sembrava già scritto: dopo questi tre atleti c'erano quattro tempi intorno ai 9.30 e tra questi c'era il mio di Saronno. Sarebbe stata una bella battaglia per il quarto posto, pensai tra me, ma la speranza di un posto tra i primissimi si spense del tutto a Lignano. Il 12 giugno 2009 a Rieti c'era caldo, ma l'aria era la stessa del 21 luglio 2006: il posto lo ricordavo alla perfezione, era tutto uguale ad allora... l'atmosfera magica del Guidobaldi era sempre lì, ad abbracciare gli atleti più audaci anche se non necessariamente favoriti per il titolo nazionale. Il sentiero per il riscaldamento a fianco del ruscello che scorre nei pressi della struttura mi riportava con la mente a quando, poco smaliziato e molto emozionato, mi stavo preparando per la mia prima gara di quel tipo. Le gambe ieri, come allora, mi tremavano e le sentivo flaccide e poco responsive e ne ero contento perchè di solito succede così quando si ha nel tamburo il colpo giusto al momento giusto: nel 2006 la pallottola si conficcò in un'ostacolo sotto la tribuna, nel 2009 non poteva succedere ancora. Poco prima della partenza notai che Spini non c'era: non sapevo il motivo (spero non grave), ma con la sua assenza si aprivano di colpo le porte per un terzo posto, la possibilità era concreta per me e per tutti gli altri attestati a 9.30. Anche per due new entries inseritesi negli ultimi giorni prima di Rieti tra noi da 9.30 e il trio di testa, ma per fortuna molto più vicine a noi, come tempo, che ai primissimi. Pochi istanti e partimmo per la nostra avventura: dopo 400 metri chi doveva spingere di più si era già messo davanti: Nasti, Passeri e Mark Ridger, secondo juniores a Torino con un personale di 9.20 ma presentatosi a Rieti con 9.33. Quarto io, a seguire i miei avversari di questa prima parte di stagione 2009 Trevito e Olivi assieme ad alcuni miei avversari storici come Manetti e de Angeli: c'eravamo tutti, o quasi, a giocarcela. Ai 1500 uno strappo deciso di Nasti e il trio se ne andò mentre aspettai che il gruppetto dietro mi riassorbisse: sapevo che c'erano perchè il mio allenatore me lo aveva gridato, ero già preparato ad una lotta nella fossa dei leoni ma qualcosa accadde... il gruppetto dietro, per riagganciarsi a me troppo velocemente, spese energie e si sfaldò poco dopo avermi raggiunto: di quel trenino resistette solo Luigi Zullo, uno dei due tempi sotto i 9.30 ma lontani dalla zona podio: la mia ombra lunga per terra disegnata dal sole che tramontava sul Guidobaldi, il ricordo di quella sera... no, non posso mollare proprio adesso. Mi attaccai a Zullo per un giro e arrivai alla campanella non accorgendomi che i tre davanti, Nasti a parte che avrebbe poi vinto, stavano rallentando a vista. Io ero più preoccupato di staccare il mio compagno che di guardare avanti e ai 250 partii: un cambio di quelli che da tempo non mi riuscivano, arrivai solo alla riviera, "Tieni duro, è l'ultimo anno Promesse, non gettare tutto così!" e il rumore dell'acqua provocato dal mio piede rimase senza eco per altri tre secondi. "E' fatta, sono quarto!", e dopo l'ultima barriera, quando finalmente rialzai lo sguardo, vidi la canotta di Ridger qualche metro avanti a me, ma fu troppo tardi per pretendere di più. 9'28, nuovo record personale e corso, per la prima volta assoluta, senza appoggiare il piede sulle siepi. Con questo quarto posto, sudato e desiderato, si chiude la mia avventura ai campionati italiani nelle categorie giovanili. L'anno prossimo sarò senior, il minimo sarà 9'20, tempo buono ma alla mia portata: quello che ho capito ieri sera è che le siepi sono la specialità che amo, che mi ha dato le soddisfazioni più grandi e su cui punterò tutto per poter scendere un giorno sotto i 9'00... io ci credo, il mio allenatore è con me. Staremo a vedere!
La settimana buona
08 giugno 2009
Ridendo e scherzando, ci siamo quasi: è iniziata la settimana delle settimane... ma no, che termine enorme! Venerdì correrò i 3000 siepi ai Campionati Italiani Promesse di Rieti, lunedì avrò il tanto temuto appello di Fisiologia e poi, dopo questi due appuntamenti... pace? Mavalà, una fila di esami e diverse gare mi terranno compagnia durante la mia lunga estate... le vacanze vere, intese come periodo scazzo, inizieranno verso agosto. Pronostico sui 3000 siepi? Niente di particolare, mi basta arrivare tra i primi otto... il podio è intoccabile, con tre atleti con records inferiori ai 9'15 e corsi quest'anno, poi ci sono un paio di atleti a 9'30 tra cui il sottoscritto (e fanno cinque) e un treno di gente dalle potenzialità non ancora mostrate pienamente che seguono a distanza di pochissimi secondi. Ce la si giocherà, speriamo in bene... gli allenamenti vanno fin troppo bene, è il giorno della gara che mi frega, anche se alcune gare le ho fatte come Dio comanda... bah! E' tutta questione di zucca! Pronostico per l'esame? 30&L hahaha! ...magari...
Grande tre giorni a Lignano Sabbiadoro
31 maggio 2009
Grandi gare a Lignano Sabbiadoro per i Campionati Nazionali Universitari: bella località marittima in provincia di Udine, Lignano è stata degna cornice ad un evento così importante che raduna ogni anno giovani universitari provenienti da tutta l'Italia... Napoli, Camerino, Milano, Roma, Palermo... c'eravamo anche noi, rappresentanti dei colori varesini e comaschi, sedi della nostra università. Il nostro gruppo, per quanto riguarda l'atletica leggera, sebbene non nutritissimo, portava con sè punte di diamante di primissimo ordine, a partire da Cecilia Sampietro che non ha deluso le attese vincendo un gran bell'oro sui 3000 siepi (annunciato ma non matematicamente sicuro) e bissando il giorno dopo la sua caccia alle medaglie con un bronzo sui 5000. Niente medaglie per gli altri, tre velocisti, Jacopo, Maria e Paola, che hanno corso 100 e 200 metri in tempi ampiamente superiori ai loro personali a causa di un frustrante vento contrario sul rettilineo finale, presente nelle loro gare in entrambe le giornate... Luca, un forte ostacolista residente a Busto Arsizio ma tesserato per una società aostana, ha mancato la finale per sole due posizioni sempre a causa delle raffiche che lo hanno messo più in difficoltà di altri e che purtroppo ha trovato anche in Val d'Aosta dove doveva correre una gara il giorno seguente. Ampiamente sotto il minimo richiesto per partecipare ai prossimissimi campionati italiani Promesse, si presenterà al via come uno dei favoriti per il podio classico (1,2,3): auguri! Bell'800 di Amos Bianchi, che ha corso sui suoi standard ma purtroppo è rimasto fuori dal podio a causa di una gara a tira e molla che ha visto un muro di atleti giocarsi le posizioni che contano in una volata controvento e a tutta birra. Il 5000 maschile è stata una buona gara per quanto riguarda il tempo cronometrico, con sei atleti sotto i 15' e, primo degli atleti sopra i 15' (ma con nuovo record personale abbassato di 19"), il sottoscritto. 15'12"70 il crono finale, ma mai come ieri con la convinzione che, appena fatto, già sia un po' strettino. Staremo a vedere, ma quel 15'00"00 oramai è finalmente, oltre che nei miei sogni, anche nel mio campo visivo. Il posto dove alloggiavamo era un villaggio in cui alloggiavano tutti gli atleti dei CNU, a ridosso del mare e a due passi dal centro: abbiamo fatto il bagno il secondo giorno, nell'acqua un po' fredda ma non più di tanto. Ho tenuto qualche conchiglia per ricordarmi di queste tre giornate che, personale a parte, sono state davvero fantastiche. Grazie a tutti/e, e a presto!
Deserto...
24 maggio 2009
Nulla di che: volevo solo esternare la mia delusione per aver corso una gara al caldo, da solo e in un tempo... va bè, lasciamo perdere. Per la cronaca la giornata era quella di ieri (30°C o più...) e la gara erano i 5000 piani a Busto Arsizio, coperti in un modestissimo 15' 51" e rotti... Quanto caldo! Per fortuna che c'erano i miei compagni di squadra che facevano un po' di tifo, e che c'era il mio amico Matteo a fare le foto oltre che a beccarsi tutti i miei piagnistei a gara finita... dai, alla fine di più non credo fosse possibile fare... sono comunque riuscito a chiudere a 20" dal mio record... tutto sommato per una gara corsa senza stimoli è già cosa buona portare a termine la fatica... grazie Matteo, grazie ragazzi dell'OSA, grazie a tutti! E grazie al mio caro allenatore che come premio per la gara fantastica di ieri mi ha propinato oggi pomeriggio un mille a canna da correre da solo. Questo devo dire che è andato bene, considerando la gara del giorno prima. Hi to everyone!
Disco dance
23 maggio 2009
Caricando le foto sul blog, mi sono tornate in mente le scene (a volte deliranti...) della notte in disco di una settimana esatta fa... pazzia, quella di fare lo sballato dopo un discreto personale sui 3000 siepi e prima di attentare a quello dei 5000... ma si, cazzo, dobbiamo vivere! Abbiamo richiato di non entrare, sia perchè Cloude ha girato mezza lombardia nel tentativo di incocciare la strada "che si ricordava", sia perchè non avevamo la camicia e la regola del locale era ovviamente di avere la camicia. 20 minuti fuori, poi arrivano gli altri nostri amici che ci dicono di entrare con loro fingendo di essere allo stesso tavolo con altri che avevano già prenotato... una disposizione strategica con Aaron in testa, seguito da Lorenz, da Cloude che era un po' nascosto perchè non aveva la camicia e me a chiudere, con una giacca di Aaron per coprire la mia mezza polo gialla, è stata sufficiente per entrare. Che casino! nelle prime ore non si riusciva a girare o spostarsi, sono comparsi subito 18 litri di alcool in bottiglie giganti (che noi non abbiamo bevuto ovviamente perchè eravamo in macchina...) ed è partita una musica assordante, troppo forte, da spaccare i timpani... quando siamo usciti, io e Cloude per parlarci dovevamo leggere il labiale perchè le orecchie non funzionavano ancora... a casa alle 4, doccia e a dormire alle 4.30. Sveglia alle 7 per una corsetta... quanto è difficile conciliare vita sana con sballo occasionale. Ci siamo divertiti però... Ciao!
Vita da infortunato
11 maggio 2009
Ah, gli infortuni! Sono una palla mortale, uno stress unico... e poi aspettano sempre il momento giusto per saltare fuori. Cavolo, mi stavo allenando così bene... una corsa da 20 minuti tutto sommato tranquilla, una piccola accelerata e TAC, dolorino sotto il piede e un paio di gare buone buttate sicuramente nel cesso. Ma perchè succedono queste robe? Avessi fatto il matto capirei... va bè, pazienza. I tempi migliori arriveranno. Sperem!
Blog atto primo
10 maggio 2009
Questa impaginazione mi piace proprio, davvero bella: l'omino che corre in alto poi mi da un bel senso di libertà... libertà di cosa? Innanzitutto di scrittura... posso scrivere quel che voglio senza che nessuno (almeno, al momento) possa dirmi nulla, esprimere la mia gioia o la mia rabbia, sottolineare episodi che mi hanno colpito o mettere online qualunque cosa: mi mancava questa sensazione perchè una volta avevo un blog, poi ho smesso di tenerlo perchè... bè non si poteva personalizzare gran chè. Mi è ritornata la voglia dopo aver visto il blog del mio amico Matteo, solo che questa volta ne ho cercato uno più personalizzabile, perchè mi piace lasciare il più possibile il mio segno nelle cose che faccio o che sono mie, senza nessun limite. Ora il primo passo è fatto, chissà che presto mi venga in mente qualcosa di nuovo da scrivere.
Blog
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Tutto ciò che mi passa per la mente!
